
Il Museo Civico di Corleone è di recentissima costituzione. Nel 1991 il Comune ha acquistato dalla famiglia Provenzano l’immobile sito in via Giovanni Valenti (ex via Orfanotrofio), nel centro storico cittadino. L’edificio risale alla metà del XIX secolo e presenta i caratteri architettonici di un’edilizia alto-borghese sette-ottocentesca, tipica dell’epoca. Gli ambienti interni sono tutti con volta a cuscino, decorati con stucchi e dipinti, e pavimenti in maiolica.
  |
 |
| Reperti geologici e paleontologici
I reperti fossili, provenienti da Pizzo Nicolosi, Madonna del Malpasso e Giammaria, sono costituiti da denti, vertebre e placche di squalo, ammoniti e fossili di vario tipo di acqua dolce. Di particolare importanza sono i reperti paleontologici costituiti da dente di jena e ossa di cervo ritrovati nella grotta Favarotte. |
  |
 |
Reperti del neolitico ed eneolitico
I pezzi sono dei frammenti di ceramica stentinelliana, un punteruolo in osso di ovino, provenienti dalla grotta Eutropia, e vari frammenti ceramici, rinvenuti in un villaggio preistorico in c/da Giacomobello alle pendici di Montagna Vecchia.
Sono presenti nei vari siti preistorici del territorio di Corleone frammenti di ceramica della Cultura Serraferlicchio, (2300-2150 a.C.) con il pendente litico proveniente da c/da Spina, e varie lame e punte in selce. Di rilievo è un peso premonetale in bronzo proveniente da Grotta Favarotte. |
|

Reperti di Periodo greco
Di particolare importanza sono la Kylix Lekhythos, a figure rosse, risalente al V secolo a.C., i vaghi in ambra pasta vitrea, il guttus e una serie di monete, provenienti da Montagna Vecchia, e di statuette fittili.


|
    |
| Il pezzo più pregiato e storicamente unico in Sicilia è sicuramente il “MILIARIUM”, cioè la pietra, posta lungo la strada consolare romana Palermo-Agrigento, che attesta le LVII (57) miglia che separavano Agrigento dal luogo del ritrovamento in c/da Zuccarrone. A rendere così prezioso il reperto è l’epigrafe “Aurelio Cotta Console”. Si tratta dell’iscrizione latina più antica conosciuta al mondo e risalente al 252 a.C., data in cui Aurelio Cotta fu Console Romano in Sicilia per la prima volta. Il reperto è stato recuperato nel 1954 da Giovanni Valenti, studioso locale di archeologia, e nel 1991 annesso alla collezione civica. |
 |
 |
 |
|
|
|
|